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Inter, il mercato che verrà: tre priorità e una sfida continua

L’Inter impegnata nel finale di stagione che può regalare ancora scudetto e Champions League, pensa già a come rinforzare la rosa per la prossima annata

Inter, il mercato che verrà: tre priorità e una sfida continua (Ansa Foto) – Calciomarcato

Può una squadra all’apice della propria maturità tecnica permettersi di guardare troppo a lungo il proprio riflesso? L’Inter di Simone Inzaghi, che negli ultimi tre anni ha centrato due semifinali di Champions League, non può certo cullarsi sugli allori.

Se da un lato il gruppo ha dimostrato compattezza e continuità, dall’altro la stagione in corso ha messo a nudo una verità che inizia a diventare scomoda: la rosa va rinfrescata. Non tanto per moda, quanto per necessità tecnica e prospettiva. L’età media del gruppo, infatti, impone scelte oculate.

E il diktat societario è chiaro: investire su profili giovani senza compromettere il livello tecnico raggiunto. Un compito per nulla semplice, specie se si pensa che tra chi doveva rappresentare il futuro (come Asllani) e chi era stato preso per dare profondità alla rosa (vedi Correa, Taremi, Arnautovic), le risposte sono state inadeguate.

A fine stagione, inoltre, anche Frattesi potrebbe valutare un futuro altrove. Da qui, l’urgenza di ristrutturare il gruppo non solo in chiave anagrafica, ma anche per garantire alternative credibili a centrocampo e in attacco.

Un attaccante, un esterno e un difensore: le tre strade da seguire

Il punto di partenza per il prossimo calciomercato dell’Inter è definito: servono rinforzi precisi, e non in quantità industriale. Le priorità sono tre: una punta, un esterno destro e un difensore centrale. A prima vista sembra poco, ma dietro ogni scelta ci sono variabili delicate da tenere a bada.

Un attaccante, un esterno e un difensore: le tre strade da seguire (Ansa) – Calciomarcato

A partire dalla situazione Taremi: arrivato con grandi aspettative, ha faticato a integrarsi e ora pesa a bilancio con un triennale da 3,5 milioni l’anno. Se si riuscirà a trovare una soluzione, si libererà spazio per un secondo attaccante. In caso contrario, si andrà su un solo innesto offensivo, cercando un profilo in grado di offrire spunti e profondità al fianco di Lautaro e Thuram.

A destra, il nome caldo è Luis Henrique del Marsiglia. Il classe 2001 ha già fatto sapere di essere pronto a trasferirsi a Milano, ma il nodo resta il prezzo: 30 milioni sono ritenuti eccessivi in Viale della Liberazione. La trattativa è aperta, con l’Inter che punta a limare sensibilmente la cifra.

Anche qui, la necessità è evidente: quando mancano Dumfries o Thuram, la squadra perde gran parte della sua spinta e diventa prevedibile. Serve un giocatore in grado di tenere alta l’intensità, non solo una riserva da ruotare.

Occhi puntati in Serie A: le opzioni per la difesa

Per la retroguardia, i nomi sul taccuino sono tutti legati alla Serie A: Gila, Beukema, Lucumí e Solet. Il più sondato è Gila, ma trattare con la Lazio non è mai semplice. L’idea è trovare un elemento pronto ma con margini di crescita, qualcuno che possa integrarsi subito nei meccanismi difensivi già oliati da Inzaghi.

Il problema non è solo numerico: la sensazione è che, anche dietro, manchi quel pizzico di esplosività per reggere determinati ritmi europei. Un difensore che sappia uscire palla al piede e guidare la linea alta sarebbe oro colato. L’Inter è quindi davanti a un bivio strategico. Non si tratta solo di rimpiazzare chi parte, ma di fare scelte mirate per rimanere competitiva ai massimi livelli.

Sostenibilità e qualità devono andare a braccetto. Una sfida per nulla banale, che si giocherà tutta tra intuizioni, occasioni da cogliere e la capacità di leggere in anticipo le esigenze del gruppo. In un calcio che corre veloce, chi si ferma davvero, perde. E a questa Inter, fermarsi proprio non conviene.

Giancarlo Spinazzola

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