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Juventus, c’è un dato che condanna Tudor (e anche Motta): e Allegri gongola

Juventus, il dato condanna Tudor e Thiago motta: che vittoria per Max Allegri, non ci sono più dubbi

Juventus, c’è un dato che condanna Tudor (e anche Motta): e Allegri gongola (Ansa Foto) – Calciomarcato

La Juventus si trova davanti a 180 minuti che potrebbero decidere il suo futuro in Europa. Le ultime due partite di campionato, contro Udinese e Venezia, sono diventate cruciali per la squadra bianconera. Con la qualificazione alla Champions League ancora in bilico, l’obiettivo minimo stagionale è chiaro: salvare il salvabile, soprattutto in una stagione che molti vorrebbero già dimenticare.

Nel weekend, il direttore sportivo della Juventus, Cristiano Giuntoli, ha fatto un primo bilancio della stagione, sottolineando come la società fosse partita con obiettivi ben precisi, sia a livello economico che tecnico. Ma la qualificazione alla Champions, ha ammesso, farebbe la differenza. Con i soldi derivanti dalla partecipazione alla Champions League 2025-26, infatti, la Juventus avrebbe le risorse necessarie per guardare al futuro con più fiducia e un progetto competitivo per la prossima stagione.

Un bilancio in chiaroscuro

Però, se guardiamo i numeri, il bilancio della stagione in corso non è certo dei migliori. Attualmente, con Thiago Motta prima e Igor Tudor poi, la Juventus ha conquistato 64 punti in 36 giornate, con una media di 1,7 punti a partita. È un dato preoccupante, soprattutto se confrontato con gli ultimi anni sotto la guida di Massimiliano Allegri.

Nel triennio precedente, infatti, la squadra bianconera aveva chiuso con risultati decisamente migliori. In due occasioni, la Juventus aveva fatto più punti di quelli che collezionerà quest’anno, e se la coppia Motta-Tudor riuscirà a conquistare altri 6 punti nelle ultime due partite, potrà al massimo pareggiare il risultato del primo anno di Allegri bis. Se si vuole trovare un paragone più negativo, bisogna tornare indietro al biennio Zaccheroni-Del Neri, quando la squadra chiuse con 55 e 58 punti nelle stagioni 2009/2010 e 2010/2011.

Confronto con le altre stagioni: Allegri “vince”

In questo decennio, l’annata in cui la Juventus ha ottenuto più punti è stata quella della Juve campione d’Italia nel 2019-20, con Maurizio Sarri in panchina, che arrivò a quota 83 punti. Nella stagione successiva, quella di Andrea Pirlo, la squadra ottenne 78 punti.

Confronto con le altre stagioni: Allegri “vince” (Ansa Foto) – Calciomarcato

Poi, con Allegri bis, la squadra non è mai andata oltre i 72 punti (stagione 2022/2023), mentre quest’anno, ripetiamo, la Juventus finirà con meno punti rispetto alle ultime due stagioni sotto la guida di Allegri e potrà al massimo pareggiare i risultati del primo anno del tecnico livornese.

Una crisi che non si arresta

Quello che emerge da questa stagione è una crisi che sembra non finire mai, con la Juventus che ogni anno sembra scivolare sempre più in basso. La rivoluzione di questa estate, con l’arrivo di Motta e il successivo cambio con Tudor, non ha portato i risultati sperati. Nonostante gli sforzi per ringiovanire la rosa e ridurre il monte ingaggi, i numeri non stanno dando ragione alla società. E questo non basta: le risorse messe a disposizione dalla proprietà chiedono risultati migliori.

La sfida ora è doppia. Da un lato, la squadra deve cercare di centrare l’obiettivo di qualificarsi alla Champions League, fondamentale per la crescita futura e per assicurarsi entrate importanti. Dall’altro, la Juventus deve riorientare il suo progetto tecnico e tornare ad essere quella squadra competitiva che i tifosi si aspettano. La scelta del nuovo allenatore e le mosse sul mercato saranno cruciali per fermare questa caduta e invertire la rotta. La domanda che sorge è: riuscirà la Juve a tornare quella squadra ossessionata dalla vittoria che ha fatto la storia del calcio italiano?

Per i tifosi bianconeri, ora più che mai, l’importante è tornare ad essere competitivi, e con la Champions si aprirebbero nuovi orizzonti. Non è solo una questione di soldi, ma anche di prestigio e ambizione. La Juventus deve tornare a essere la Juventus.

Giancarlo Spinazzola

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