Ademola Lookman ed un futuro tutto da scrivere: il tempo stringe, il calciatore è rientrato a Bergamo ma può andare via, gli scenari possibili

Hai mai vissuto quel momento in cui senti che qualcosa sta per cambiare, ma ancora non sai in quale direzione? A Bergamo si respira proprio quest’aria. A meno di una settimana dalla chiusura del calciomercato, il futuro di Ademola Lookman resta sospeso tra dubbi, opportunità e una tensione che si taglia col coltello. Dopo mesi di silenzi, trattative sfumate e post social che parlano più delle parole, ora l’Atalanta è costretta a scegliere. O forse a lasciare che sia il tempo a decidere.
Scenario 1: Cessione sì, ma solo alle giuste condizioni
Nonostante le dichiarazioni ufficiali, Lookman non è mai stato davvero “incedibile”. Lo sanno i dirigenti nerazzurri, lo sa il giocatore, e lo sa anche chi ha provato ad avvicinarsi — Inter in primis. I 45 milioni messi sul piatto non sono bastati, ma la verità è che a Zingonia l’addio era stato messo in conto già da mesi. Il problema? L’offerta giusta non è ancora arrivata.
Le piste più credibili, Arsenal e Atletico Madrid, sono ancora lì. Interessate, certo. Ma ferme. Nessuna proposta ufficiale, nessuna firma, solo voci. E il tempo stringe: l’1 settembre alle 20 si chiude il mercato italiano. Dopo quella data, la strada si complica — a meno di virare verso altri campionati ancora aperti.
Ma c’è un ostacolo importante: il giocatore ha già fatto sapere di non essere interessato all’Arabia Saudita o ad altri lidi “minori”. Vuole l’Europa che conta. E l’Atalanta, giustamente, non intende svenderlo.
Scenario 2: Il reintegro (con cautela) dopo settimane ai margini
Nel frattempo, a Zingonia si lavora su un’altra pista. Il cosiddetto “Piano B”: reintegrare Lookman in rosa. Ma non sarà semplice. Dopo settimane di allenamenti individuali, sedute separate e rapporti congelati, ci vorrà più di una semplice convocazione. Servirà diplomazia. E pazienza. Soprattutto ora che una parte dello spogliatoio sembra essersi allontanata dal numero 11 nerazzurro anche fuori dal campo.

Il comportamento del giocatore, negli ultimi giorni, è stato irreprensibile: mai una mancanza, sorrisi fuori dai cancelli, foto con i tifosi. Un piccolo passo verso la ricostruzione. Ma i social raccontano ancora un’altra storia: il post polemico contro il club è lì, visibile a tutti. E delle foto in maglia Atalanta nemmeno l’ombra.
Come se Lookman stesse aspettando una data: il 2 settembre, quando la “punizione” finirà e lui potrà, volendo, tornare a disposizione. Ma per farlo servirà molto più che una convocazione tecnica: servirà un atto di fiducia reciproca. Magari aiutato dalla pausa per le nazionali, che congela tutto fino al 14 settembre (Atalanta-Lecce) e dà tempo per riprendere il dialogo.
Scenario 3: Un addio posticipato o… una tregua forzata
Non va esclusa però una terza strada. Più sottile, ma non meno concreta: restare, almeno fino a gennaio, e poi riprendere in mano la questione. Una sorta di “pace armata”, che eviterebbe svalutazioni inutili (soprattutto in vista della Coppa d’Africa) e darebbe tempo alle big europee di organizzarsi.
Il mercato invernale, da sempre, è il terreno dei colpi dell’ultima ora. Ed è lì che Lookman potrebbe trovare la sua nuova casa, con cifre magari più alte e pressioni più basse.
Certo, resta anche l’ipotesi meno auspicabile: un braccio di ferro fino a data da destinarsi, con un giocatore scontento e una società in difficoltà. Ma a Bergamo sanno che ogni passo falso potrebbe costare caro. Per questo la dirigenza valuta tutto, giorno dopo giorno. Il margine per sbagliare è minimo. E l’ora delle decisioni è arrivata.
In fondo, il nodo è sempre lo stesso: tenere stretto uno dei simboli di Dublino o lasciarlo andare alle sue ambizioni? La risposta, forse, arriverà solo quando sarà troppo tardi per tornare indietro.