Una corsa contro l’orologio e contro le illusioni: l’Inter sogna un rientro illustre, il Barcellona prepara la mossa che può stravolgere la trama. La verità, stavolta, si gioca nei dettagli e nelle ore.
Certe storie tornano quando meno te lo aspetti. L’assenza di Dumfries ha riaperto una porta che a Milano conoscono bene: João Cancelo. Beppe Marotta l’ha detto senza giri di parole. I contatti ci sono. La trattativa esiste. L’Inter ci prova per coprire la fascia destra con un profilo totale. Non serve spiegarlo ai tifosi: nella stagione 2017-18, il portoghese ha lasciato tracce chiare tra progressioni, punizioni e un impatto da titolare vero. Dati alla mano, allora fece almeno una rete e diversi assist in Serie A, contribuendo alla corsa Champions. Era un altro tempo, lo slancio è rimasto.
È tempistica. È margine salariale. È incastri regolamentari. E qui la strada si biforca. Perché dall’altra parte c’è il Barcellona, che ha inviato una prima proposta di prestito con copertura solo parziale dello stipendio. Dettaglio cruciale: Cancelo guarda con favore un ritorno in Liga. Una preferenza che pesa. Quanto? Abbastanza da spostare gli equilibri.
Cancelo, in uno schema a tre come quello di Inzaghi, può aprire il campo da quinto, stringere dentro, rifinire come mezzala aggiunta. È un giocatore che somma conduzione, cross e rifinitura in pochi tocchi. In una squadra che attacca per catene e ampiezze, il profilo è quasi su misura. L’Inter ragiona su un prestito sostenibile, ingaggio condiviso, nessuna forzatura a bilancio. Scelta prudente. E coerente con la linea che ha permesso ai nerazzurri di restare competitivi senza strappi.
Qui arriva il punto che cambia la scena. I catalani hanno una finestra operativa fino a venerdì per notificare alla Liga l’indisponibilità di Christensen (fuori almeno quattro mesi) e sfruttare la norma che consente di registrare un sostituto con un ingaggio fino all’80% di quello liberato. È già successo con altri casi recenti in Spagna: quando l’infortunio è di lungo corso, la burocrazia apre una corsia. Se il Barça affonda il colpo in tempo, l’inerzia diventa loro. Questa è la svolta. E spiega perché, a oggi, i catalani risultano in vantaggio.
Primo: non esistono ancora comunicazioni ufficiali sui termini esatti dell’offerta. Secondo: alcune ricostruzioni citano l’Al Hilal come controparte per la proposta blaugrana; allo stato attuale, il cartellino di Cancelo risulta legato al Manchester City, e un eventuale passaggio intermedio non è stato reso pubblico. Prudenza d’obbligo. Anche i “segnali” social vanno pesati: il “mi piace” di Cancelo a un post di Akanji dopo la vittoria sul Bologna è un indizio leggero, niente più.
L’Inter deve tenere il punto e il sangue freddo. Se il Barça sfrutta la corsia dell’80%, la concorrenza diventa dura; se salta il timing, la finestra si riapre davvero. Nel frattempo, i telefoni vibrano, gli intermediari contano i decimali, e l’idea di rivedere Cancelo a San Siro resta una possibilità concreta ma non garantita. Vale la pena rincorrere un vecchio amore quando il mercato suggerisce altre strade, magari meno scintillanti ma più rapide? A volte basta un dettaglio, un venerdì, una firma: il resto lo decide il primo cross che taglia l’area.
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