Gennaio porta vento nuovo a Parigi: un’ala giovane, occhi lucidi e gamba leggera sbarca per accelerare il progetto. Non solo oggi: c’è un domani da costruire, con scelte che parlano di coraggio e identità.

Il mercato d’inverno è un bisturi. Taglia il superfluo, aggiunge ciò che manca, a volte fa danno. Il Paris FC ha scelto di intervenire dove serviva di più: ampiezza, strappi, uno contro uno. La Ligue 1 chiede ritmo, intensità, gare sporche. Servono gambe fresche e letture pulite. Servono giocate che cambiano l’inerzia al 70’, se necessario.
Qui entra in scena un profilo preciso. Ala moderna, classe 2004, formazione internazionale. Ha conosciuto l’agonismo prima in Spagna, poi in Inghilterra (e prima ancora negli States, ma era un ragazzino). Ha già assaggiato i piani alti, senza perdersi in etichette. Preferisce il campo aperto. Cerca la superiorità all’esterno, non ha paura di ricevere sul piede debole. L’azzurro sulle spalle è un impegno: Italia Under 21, livello alto, aspettative coerenti.
Il profilo tecnico del nuovo acquisto: velocità e profondità
Luca Koleosho nasce come esterno d’attacco. Cresce nell’Espanyol, debutta in Liga nel 2022. Nell’estate 2023 passa per 3 milioni di euro al Burnley, dove entra in un contesto esigente. Premier League, pressione, margine ridotto per l’errore. A 18 anni assaggia il massimo livello, accumula minuti, capisce cosa significa giocare contro difese che non concedono spazio. La sua mappa è chiara: ricezione larga, conduzione verticale, taglio dentro al momento giusto. È un profilo che ti allunga la squadra e ti obbliga l’avversario a coprire più campo.
E qui sta la notizia. Il primo colpo dell’inverno del Paris FC è proprio lui: Koleosho arriva in prestito dal Burnley con opzione di riscatto. L’operazione guarda al presente e tiene aperta la porta al futuro. I club non hanno comunicato cifre ufficiali, né dettagli ulteriori oltre la formula. Il senso, però, è limpido: più minuti per il giocatore, più imprevedibilità per i parigini.
In uno schema a 4-3-3 o 4-2-3-1, l’azzurrino può occupare la fascia sinistra, aprire il campo, trascinare il terzino in duello. Può anche muoversi a destra per entrare sul tiro o rifinire sul secondo palo. L’impatto ideale? Una partita bloccata, difesa bassa, mezz’ora da giocare. Palla tra le linee, scarico sul lato debole, sprint di 20 metri, cross teso sul dischetto. Non è teoria astratta: è il suo pane quando l’avversario perde l’equilibrio sulla prima uscita.
C’è, però, un passaggio necessario. La Ligue 1 è fisica, richiede tenuta nei duelli e continuità mentale. L’adattamento non è scontato, sebbene il giocatore sembra predisposto. Serviranno rotazioni intelligenti, gestione dei carichi, obiettivi chiari: 1) dare profondità, 2) alzare la qualità dell’ultimo passaggio, 3) aumentare i break offensivi in transizione. Se l’intesa con il terzino di parte cresce, il beneficio diventa strutturale: più campo alle mezzali, più libertà al nove, meno prevedibilità in rifinitura.
Il contesto è giusto anche per la sua crescita. Parigi offre competizione interna, ma anche margine di responsabilità. L’età aiuta, la voglia di spaccare le partite pure. La formula del prestito con opzione manda un messaggio sobrio: provarsi, conoscersi, poi decidere con lucidità.





