Chiesa e Raspadori verso la Serie A? Ecco perché ne gioverebbe anche Gattuso

Due talenti che potrebbero tornare a casa, un campionato che cambia ritmo, una Nazionale che cerca identità. Se rivedessimo Federico Chiesa e Giacomo Raspadori in primo piano nel nostro calcio, l’onda d’urto arriverebbe anche in panchina. Forse fino a Gattuso.

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L’ipotesi stuzzica. Ma va detto subito: al momento non ci sono conferme su un “ritorno” di entrambi, né certezze sul loro prossimo passo. Resta l’idea, però. E l’idea pesa, perché i profili contano. Uno strappa l’erba con lo scatto. L’altro addomestica le partite con i primi due controlli.

Con Federico Chiesa non si parla solo di velocità. Si parla di gestione dello spazio, di tagli alle spalle, di transizioni che accendono lo stadio. È tornato dopo il crociato con pazienza, ha ricostruito passo e fiducia e adesso la serie A lo attende perché quel tipo di giocata (il tipo di giocata alla Chiesa) sposta classifiche.

Con Giacomo Raspadori il discorso cambia. Falso nove, seconda punta, raccordo. Sa dialogare dentro-fuori, abbassarsi e poi riattaccare la luce. Uno così alza la qualità della rifinitura e la percentuale di finalizzazione nelle aree piccole. La sua duttilità è la freccia che qualsiasi allenatore vorrebbe al proprio arco (e per questo Napoli e Roma se lo contendono).

Il punto centrale è qui: due attaccanti che migliorano il contesto in cui giocano. E il contesto, a sua volta, migliora loro. Se tornassero a essere protagonisti stabili nel nostro campionato, crescerebbe anche la materia prima della Nazionale. All’Europeo 2024 abbiamo visto una produzione offensiva limitata e poca profondità nei cambi. Raspadori e Chiesa c’erano ma servirebbero come l’acqua – e in forma, con minuti nelle gambe – anche in vista del 2026 (sperando di esserci).

Il tema, però, non è solo Coverciano. È il ritmo quotidiano. In un club che lavora bene, Chiesa e Raspadori sono due opzioni che potrebbero risultare decisive. L’uno apre il campo, l’altro lo legge. L’uno attacca lo spazio, l’altro lo riempie con tempi puliti. Questo si traduce in più tiri da alta % xG, più tocchi in area, più falli guadagnati. Non serve inventare numeri: basta guardare le partite.

Chiesa e Raspadori, il quadro tecnico

Chiesa rende al meglio da esterno sinistro in un 4-3-3 o 4-2-3-1, con libertà di puntare il terzino e tagliare dentro. Va protetto con rotazioni e gestione dei carichi, per evitare recidive muscolari.

Raspadori dà il massimo tra le linee. Ama ricevere spalle alla porta e girarsi in due tocchi. Se il centravanti fissa i centrali, lui punge. Se la squadra palleggia, lui detta l’ultimo passaggio.

E Gattuso? Sì, anche per Gennaro Gattuso sarebbe un cambio positivo. Le sue squadre vivono di pressing sincronizzato, riaggressione e coraggio nei duelli. Chiesa porta metri guadagnati dopo il recupero palla. Raspadori dà la prima uscita pulita per consolidare possesso e rifinire. Insieme, alzano lo standard degli allenamenti e danno identità alla fase offensiva. Il tecnico ci costruisce sopra principi semplici e ripetibili. Per questo la speranza del CT è che i due possano approdare in Italia – sarebbe un’ottima notizia per la Nazionale (oltre che per i club che li avrebbero a disposizione).

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