Lucas Pinheiro Braathen conquista il primo oro olimpico invernale per il Brasile: dalla Norvegia al cambio di bandiera, una storia unica.
La prima medaglia, il primo oro, il primo segno inciso nella storia olimpica invernale del Brasile. È questo il punto di partenza. E il nome è quello di Lucas Pinheiro Braathen, sciatore capace di attraversare confini geografici e culturali prima ancora che agonistici.
Per capire davvero cosa rappresenti questo risultato bisogna tornare indietro di qualche stagione. Braathen era uno dei volti più riconoscibili della squadra norvegese, vincitore della Coppetta di slalom, talento esploso giovanissimo e già protagonista in Coppa del Mondo. Poi, nell’ottobre 2023, alla vigilia del gigante di Soelden, la decisione che nessuno si aspettava: l’addio. A soli 23 anni. Non per limiti tecnici, ma per un conflitto con la federazione norvegese legato alla gestione delle sponsorizzazioni. Una rottura profonda, personale prima ancora che professionale.
“Mi sono ritrovato in una situazione in cui sentivo di aver perso il motivo per cui avevo iniziato a sciare”, disse in conferenza stampa, visibilmente commosso. Non era un gesto teatrale. Era la necessità di fermarsi, di staccare dallo sport per ritrovare il senso di ciò che stava facendo. Per molti fu la fine di una carriera brillante. In realtà, era l’inizio di un’altra storia.
Nato nel 2000 in Norvegia da padre norvegese e madre brasiliana, Alessandra, Lucas ha sempre vissuto tra due mondi. I primi anni a Oslo, poi il trasferimento a San Paolo dopo la separazione dei genitori, quindi il ritorno in Europa. Una vita segnata da continui spostamenti – una ventina di traslochi – e da un’identità che non si è mai lasciata definire in modo rigido.
Quando ha deciso di tornare in gara lo ha fatto con la bandiera del Brasile. Non una scelta improvvisata, ma il riconoscimento di una parte di sé che non aveva mai smesso di coltivare. Il rientro, alla fine del 2024, è stato immediatamente competitivo: secondo posto nel gigante di Beaver Creek, primo podio di un brasiliano nella storia della Coppa del Mondo. Poi, nel novembre 2025, la vittoria nello slalom di Levi. Un segnale chiaro: non era un rientro simbolico, era un progetto tecnico solido.
Attorno a lui un team personale di altissimo profilo: il suo storico allenatore Peter Lederer, Mike Pircher – già coach di Marcel Hirscher – e il preparatore atletico Kurt Kothauber, che in passato ha lavorato con Marco Odermatt. A coordinare tutto, il padre Bjorn, figura centrale fin dagli inizi. È stato lui a sostenerlo quando, da bambino, annunciava di voler diventare il più forte del mondo. E sempre lui a convincerlo a riprovare con gli sci dopo un primo approccio poco fortunato.
La carriera di Braathen è stata rapida fin dall’inizio: il debutto in Coppa del Mondo nel 2018, il primo successo nel gigante di Soelden nel 2020, il grave infortunio al ginocchio e il ritorno ad altissimo livello nella stagione 2022-23, culminata con la conquista della Coppa di slalom. Ma ridurlo a una sequenza di risultati sarebbe limitante.
Braathen ha sempre rivendicato il diritto di essere anche altro: creativo, appassionato di moda, dj, interprete di uno stile personale che rompe con l’immagine tradizionale dello sciatore. Unghie dipinte, tute colorate, collaborazioni fuori dagli schemi. “Voglio incoraggiare a mostrare la propria differenza”, ha spiegato più volte. Non è marketing. È una visione.
L’oro olimpico conquistato sotto la bandiera brasiliana non è solo una medaglia. È la dimostrazione che un percorso irregolare può portare lontano. È il primo oro del Brasile ai Giochi invernali, ma è anche il simbolo di una scelta coerente con sé stessi. Lucas Pinheiro – Pinheiro in portoghese significa Pino – ha cambiato bandiera senza cambiare ambizione. E oggi quella scelta è diventata storia.
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