L’Inter vince 2-0 a Lecce: gara bloccata fino al gol di Mkhitaryan, poi il raddoppio di Akanji. Le parole di Marotta trovano conferma.
Non era una passeggiata. Giuseppe Marotta lo aveva detto prima del fischio d’inizio, davanti alle telecamere di DAZN, con parole che suonavano quasi come un promemoria interno: niente alibi, rispetto per l’avversario, concentrazione totale. A posteriori, il 2-0 con cui l’Inter ha espugnato Lecce racconta esattamente questo. Una partita sporca, bloccata, complicata. E proprio per questo pesante.

Per oltre un’ora la gara è rimasta in equilibrio, con il Lecce compatto, aggressivo, dentro la partita. L’Inter ha avuto il controllo, ma non la fluidità. Ha gestito, ma senza trovare il varco giusto. E in quelle fasi si è capito perché il presidente nerazzurro, nel pre gara, avesse insistito su un concetto chiaro: “Non siamo tranquilli, rispettiamo i nostri avversari. Serve una forte determinazione, non sono passeggiate nè oggi nè martedì con il Bodo”.
Non erano parole di circostanza. Il campo le ha rese concrete.
Dal richiamo agli alibi di Marotta alla risposta sul campo della squadra
Marotta, poche ore prima, aveva anche chiuso la porta a ogni tentazione di giustificazione, tornando sulla sconfitta europea e sulle condizioni non ideali affrontate in settimana: “Dobbiamo adattarci al calendario e alle varie tipologie di terreno… il terreno di certo non è un alibi”. Un messaggio che valeva per Bodø, ma che si è riflesso anche a Lecce. Perché quando una partita resta inchiodata sullo 0-0 fino a venti minuti dalla fine, la linea tra maturità e nervosismo è sottilissima.
L’Inter, invece, è rimasta lucida. La svolta è arrivata dalla panchina, dettaglio non secondario. A sbloccarla è stato il subentrato Mkhitaryan, con una giocata che ha rotto l’equilibrio e liberato tensioni accumulate. Fino a quel momento era stata una sfida di pazienza e densità, più mentale che tecnica. Dopo il vantaggio, la squadra ha fatto quello che le grandi squadre devono saper fare: chiudere.
Il raddoppio di Akanji su calcio d’angolo (i cross di Dimarco sono una sentenza) ha dato forma definitiva al risultato. Un gol da situazione inattiva – l’ennesimo stagionale – altro segnale di concretezza. Non spettacolare, ma efficace. E in serate così conta solo questo.
Nel pre partita, Marotta aveva parlato anche di Lautaro Martínez, fermo per un problema muscolare: “Lautaro è il nostro capitano… dobbiamo essere cauti con i problemi muscolari. Lautaro essendo tenace riuscirà ad anticipare i tempi”. L’assenza dell’argentino pesava, soprattutto in una gara bloccata come questa. Eppure la squadra ha trovato risorse alternative, confermando una profondità che può fare la differenza nel lungo periodo.





